Prezzari in edilizia, Pelle: “Ecco come sbrogliare la matassa”

Di Enzo Pelle, segretario generale Filca-Cisl

Il 16 marzo sulla Gazzetta Ufficiale (serie generale numero 63) è stato pubblicato il decreto prezzari a firma del Ministro Roberto Cingolani, dove si individuano i massimali per i bonus e superbonus da applicare a partire dal prossimo 14 aprile. La tabella esposta tiene conto dell’incremento costi dei materiali e dei prodotti. Inoltre è chiaro, a mio avviso, l’intento di stabilire un massimale  che tenga conto più delle caratteristiche tecniche che di pregio del prodotto.  C’è però da dire che anche questo prezzario è di difficile comparazione con quelli esistenti. Comunque la situazione  richiede  interventi sistematici.

Tutti i bonus, ma anche gli interventi del PNRR, sono improntati alla sostenibilità energetica e sociale delle costruzioni. La situazione  creata per effetto della pandemia, aggravata dalla guerra in Ucraina, sta mettendo in serie difficoltà l’approvvigionamento dei materiali con incrementi impensabili dei prezzi che rischiano di mettere in ginocchio  l’edilizia. Gli interventi nelle costruzioni mirano a dare un forte contributo alla transizione energetica. Abbiamo, però, la necessità di creare delle condizioni che permettano agli operatori del settore di avere  riferimenti sufficienti per  poter lavorare. Forse è giunto il momento di fare la transizione digitale e qualitativa della filiera delle costruzioni e dei prezzari. La situazione attuale sul rincaro dei materiali, sulle difficili forniture e sulla scarsità delle materie prime, ci impone di trovare delle soluzioni nuove.

 Da un’analisi sui Prezzari disponibili, risulta che è lo strumento attraverso il quale imprese e professionisti definiscono la propria offerta, partecipano a lavori pubblici e privati e stabiliscono l’importo. I prezzari dovrebbero coadiuvare il committente e l’impresa nella selezione/offerta al momento dell’affidamento di un lavoro. L’attuale complessità è ingiustificabile.

Al momento, per il 2022, sono stati aggiornati i seguenti prezzari:

  1. Prezzario Regionale LAZIO
  2. Prezzario Regionale MARCHE
  3. Prezzario Regionale LOMBARDIA
  4. Prezzario Regionale LIGURIA
  5. Prezzario Regionale SICILIA
  6. Prezzario Regionale TOSCANA – PRATO, PISTOIA, AREZZO, FIRENZE, GROSSETO,   LIVORNO, LUCCA, MASSA CARRARA, PISA, SIENA
  1. Prezzario Provinciale TRENTO
  2. Prezzario Provinciale BOLZANO
  3. PREZZARIO DEI

Possiamo inoltre osservare come i prezzari vengano già predisposti in modo diverso nella loro implementazione. Se, infatti, troviamo Prezzari Regionali univoci in alcune regioni, in altre, come la Toscana, viene distinto ed approvato per provincia (segue poi il caso delle province autonome di Trento e Bolzano).

Approfondendo appare certa la difficoltà, se non la impossibilità, comparativa dei contenuti di queste liste di costo. La suddivisione, la nomenclatura delle lavorazioni, il calcolo di base del costo appaiono tutti diversi. È osservabile, nello specifico, che i capitoli e i relativi codici non sono in alcun modo comparabili, così come la maggior parte delle descrizioni specifiche per tipologia. Troviamo, ancora, differenze nella definizione dei materiali (calcestruzzi, conglomerati, cementi, serramenti, infissi, persiane etc.) e nelle specifiche di lavorazione.

Appare, comunque, evidente che i prezzari DEI per l’edilizia sono frutto di un’approfondita indagine di mercato e analisi costi su tutto il territorio nazionale che riguarda materiali, costi orari macchina e attrezzature, manodopera, opere compiute, bioedilizia, risparmio energetico, antincendio, opere di sicurezza. In ogni caso anche questi prezzari vengono differenziati rispetto ai precedenti summenzionati.

Altra diversità palese, una volta riuscita la localizzazione di alcune voci di costo approssimativamente similari, è la grande oscillazione delle voci stesse da territorio a territorio. A titolo di esempio riportiamo l’analisi fatta sulle voci “Tiranti” tra la regione Lazio e le Marche: il prezzo, suddiviso per diametro medio reso, oscilla dal 10% al 20% tra le due aree.

In sintesi possiamo circoscrivere le problematiche sui prezzari in particolari punti specifici:

  1. Le regioni fanno tutte riferimento, per la stesura dei propri prezzari, a leggi con sistemi di rilevamento diversificati. Dobbiamo pensare, quindi, a 21 soggetti con metodologie proprie che seguono un iter univoco.
  2. Non tutte le regioni riescono ad aggiornare annualmente, come richiesto dalla legge, i prezzari. Al momento solo 15 regioni continuano l’aggiornamento e, di queste, solo le sopracitate hanno già predisposto le liste per il 2022. Dobbiamo, inoltre, considerare che da quattro anni l’aggiornamento è stato vincolato da fattori esterni: pandemia, improvvisa aumento della richiesta a seguito dei finanziamenti, difficoltà di reperimento delle risorse.

Il Prezzario DEI, che si aggiorna in modo autonomo, è stato utilizzato dal legislatore fino adesso  solo per far fronte alle difficoltà dovute alla compensazione dei costi per i Bonus Edili legati al Bonus 110% e da alcune poche regioni che non hanno emanato la loro lista.

Le criticità che si riscontrano sono quindi legate:

  1. All’aggiornamento costante dei prezzi e alle metodologie di analisi a monte del processo
  2. All’applicazione di un prezzario diverso da quello regionale, come quello DEI di emanazione privata; difficile immaginare possa essere utilizzato definitivamente per i lavori pubblici.

Visto il momento storico che stiamo vivendo, le ingenti risorse riversate nel sistema e i molteplici affidamenti pubblici caratterizzati da urgenza, potremmo immaginare un salto di qualità nel rilevamento dei prezzi. E’ pensabile un dialogo tra i vari soggetti per standardizzare le procedure e rendere comparabile i sistemi.

Possiamo pensare che si possano fare in modo automatico e digitale rilevazioni periodiche   attraverso la standardizzazione,  la selezione di un “paniere iniziale” di beni fondamentali nel settore delle costruzioni. Tale paniere potrebbe disciplinare il prezzo per questi lavori e sarebbe di gran lunga più semplice aggiornare costantemente, anche sotto il profilo del calcolo che ne deriva. A questo punto potremmo prevedere un aggiornamento specifico semestrale che verrebbe poi integrato annualmente dalle liste. Bisogna subito pensare ad un sistema digitalizzato per avviare in tempi rapidi un processo trasparente, tracciabile e con criteri comparabili a cui tutti possano partecipare alla costruzione del reale prezzo di mercato.

 Sui prezzi è necessario costituire un partenariato pubblico/privato  che consenta di combinare, nel miglior dei modi ed al giusto prezzo, gli elementi quantitativi e qualitativi.

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